macchina fotografica

#2 L’obiettivo

Se avete già letto il primo articolo della Guida alla sopravvivenza fotografica sui tipi di fotocamera, allora sappiamo che:

  1. siete fiduciosi e pertanto degli ottimisti
  2. nelle macchine fotografiche, gli obiettivi sono una parte fondamentale per realizzare una foto.

Ed è proprio di questo che parleremo in questo secondo articolo, degli obiettivi delle reflex e delle mirrorless, visto che coprono, per intero, tutte le caratteristiche con cui cataloghiamo un’ottica.

Nelle macchine reflex e nelle mirrorless, ricordiamo, gli obiettivi sono delle componenti che si aggangiano al corpo macchina e il loro scopo è quello di canalizzare la luce riflessa dal soggetto in modo tale che colpisca il sensore e lo impressioni. Se la vostra reazione a quello che ho appena scritto è stata questa…

…vuol dire o che non avete letto attentamente il primo articolo o che, probabilmente, non sono stato abbastanza chiaro io. Nel primo caso, vi suggerisco di rileggere il capito, nel secondo, di cercare un bel tutorial di Aranzulla sul tema.

Come al solito, non entrerò nel dettaglio tecnico perchè richiederebbe delle conoscenze di fisica ed ottica che non credo interessino in questa sede, perciò cercherò di farne una semplice descrizione.

Come è fatto un obiettivo?

Un obiettivo è essenzialmente un cilindro con dentro una serie di lenti di numero variabile (indicate nella foto dalle frecce verdi) che servono a migliorare la qualità della luce, o, meglio, a ridurre “le aberrazioni ottiche”. All’interno dell’obiettivo troviamo una componente meccanica chiamata diaframma (freccia rossa) che a sua volta è composto da una serie di lamelle mobili che permettono di aumentarne o diminuirne il diametro. Il diaframma gioca un ruolo fondamentale nella fotografia ed è per questo che ne parleremo in maniera approfondita in una lezione successiva.

Gli obiettivi hanno svariate caratteristiche, ma al momento prenderemo in considerazione solo due delle principali:

  • Apertura diaframma
  • Lunghezza focale

Queste sono sempre ben indicate su ogni obiettivo, come mostrato in questa foto:

Nel rettangolo verde [1:4] è indicato il diaframma, o, meglio, la massima apertura del diaframma. Più il valore è basso, maggiore sarà la sua apertura. Come detto, essendo una parte fondamentale, tutte le discussioni sono rimandate ad un articolo dedicato quindi ci soffermeremo maggiormente sull’altra caratteristica.

Nel rettangolo rosso [24-120mm] viene indicata, invece, la lunghezza focale.

Ora, per capire il concetto di lunghezza focale, occorre che resuscitiate dai meandri della vostra memoria il programma di geometria delle medie e vi ricordiate come funzionano gli angoli. Secondo la definizione di Wikipedia la lunghezza focale

rappresenta la distanza tra il centro ottico dell’obiettivo ed il piano della messa a fuoco (sensore, pellicola, ecc) misurandola generalmente in millimetri

In pratica, la lunghezza focale indica la porzione di spazio che si riesce ad inquadrare. Ad ogni valore di lunghezza focale corrisponde un angolo di visuale o angolo di campo.

Usando l’immagine qui riportata, se scattiamo con un obiettivo da 14mm, stiamo inquadrando tutto quello che è presente in un angolo di visuale di 140°.

A valori di lunghezza focale alti, corrispondono angoli di campo bassi e viceversa. Lo so che qui potrei avervi perso, ma tranquilli, questa informazione serve solo a me per fare il figo, in realtà a voi interessa solo considerare il valore della lunghezza focale (almeno per ora).

Tutto questo per dire che più il numero è basso, più la porzione di spazio inquadrato è estesa; viceversa, più il numero è alto, più lo spazio inquadrato è ridotto.

Per tutti gli esperti che stanno leggendo: temo vi stiate organizzando per venirmi a mettere una testa di cavallo nel letto… lo so che ci sono molti altri temi legati alla lunghezza focale di cui discutere, ma, ehi, siamo solo all’inizio, non spaventiamo i giovani che si sono appena affacciati alla fotografia! Vi assicuro che ne riparleremo presto!

Ora, ci sono due tipi di obbiettivi: quelli a lunghezza focale fissa e quelli a lunghezza variabile, detti anche zoom.

Obiettivo a lunghezza focale fissa

Questi obiettivi hanno, indovinate un po’, una lunghezza focale fissa. Ad esempio 50mm.

Questo vuol dire che se voglio ridurre la porzione di campo da inquadrare, mi devo avvicinare fisicamente al soggetto. Al contrario, se voglio aumentarla, mi devo allontanare. Sull’obbiettivo è riportato solo un numero per indicare questo parametro (vedi foto, [50mm])

Obiettivo a lunghezza focale variabile

Con la lunghezza focale variabile, se voglio ridurre la porzione di campo da inquadrare, non è necessario che io mi muova: mi basterà stringere il mio angolo di campo, quindi zoomare sul soggetto aumentando la lunghezza focale del nostro obbiettivo. Se, invece, voglio aumentare la porzione di campo, allargo il mio angolo di campo, riducendo la lunghezza focale. Sulle ottiche zoom, non viene riportato un singolo numero, ma l’intervallo che indica la lunghezza focale minima e massima con cui posso scattare: ad esempio, se sull’obiettivo è indicato [24-70mm] , come nell’immagine vista all’inizio, vuol dire che  posso scattare con una lunghezza focale che va da 24mm fino a 70mm quindi l’angolo di campo di questo obiettivo varia da 84° a… ?? Studiatevi l’immagine relativa alla lunghezza focale!

In base alla lunghezza focale, inoltre, possiamo classificare gli obiettivi in tre grandi categorie:

  • Grandangolari: tutti quelli che hanno una lunghezza focale inferiore a 35mm circa
  • Normali: tutti quelli che hanno una lunghezza focale compresa tra 35mm circa e 70mm circa
  • Teleobiettivi: tutti quelli che hanno una lunghezza focale maggiore di 70mm circa

A questo punto, dopo aver visto per sommi capi come è fatta una macchina fotografica e le parti che la compongono, saprete rispondere alla classica domanda di screening che fanno solitamente nei circoli fotografici: ‘che corpo macchina hai e a che lunghezza focale scatti?’.

E per i più pigri: la risposta alla domanda è 34!

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