Interview

Stefano Potestà

Stefano Potestà

Stefano Potestà nasce nel 1970 a Milano, ma orgogliosissimo delle sue origini siciliane, della sua amata isola incarna alla perfezione l’energia “sotterranea” che ribolle sotto la sua apparente indole pacifica, perennemente sopraffatto da progetti e idee in attesa di poterli realizzare.

In cerca da tempo di un canale nel quale convogliare la sua creatività, trova nella fotocamera digitale un punto di identificazione. È la scintilla che fa divampare la passione: frequenta i corsi, inizia ad osare, a sperimentare, ispirato dalla passione che gli trasmettono i suoi maestri Marco Alfredo Bressan, Sara Munari ed Efrem Raimondi. Cerca di affinare la capacità di osservazione sui lavori altrui, vecchi e nuovi.

Segue fotografi affermati, visita mostre e, a volte, prova ad emularne gli stili, i progetti. Insomma, cerca di capire la sua direzione, processo in continua evoluzione ma che punta sempre a immortalare una situazione, un attimo collocato fra spazio e tempo, nella forma più creativa e soggettiva possibile, con la speranza di trasmettere emozioni, belle o drammatiche che siano. E mentre ascolta e osserva, impara a non seguire le regole. E proprio da questo controsenso nascono i suoi primi lavori, le prime esposizioni in pubblico e, soprattutto, le prime soddisfazioni.

Nel 2017, fonda il collettivo Fotografia in Cortile, riunendo alcuni amici e colleghi che, con lui, condividono la passione per la fotografia. Il tutto nasce da un cortile a disposizione in cui esporre lavori che esprimessero, come in una sorta di dibattito per immagini, punti di vista diversi, pur riferiti a un tema comune.  Prende forma, così, la prima mostra intitolata “Dialoghi su Assenza e Presenza” al numero 10 di via Fauchè, Milano, cui seguiranno altri interessanti progetti all’interno di Milano Photo Week ed allestimenti in location storiche, come il cortile di Ca’ Longa.

Stefano, come e quando è nata la tua passione per la fotografia?

La mia passione per la fotografia non è nata all’improvviso, non ho una data da ricordare ben precisa, ma in effetti un episodio di un passato remoto sì. Molto probabilmente era una delle estati tra il 1978 e il 1980.

Ritornati da un tour della Sicilia occidentale in famiglia, come si faceva ai tempi, abbiamo portato a fare sviluppare i vari rullini consumati. Ecco, fra le decine di fotografie a templi, chiese, panorami e tramonti, si notavano alcune foto fatte alle persone, a sconosciuti per le strade cittadine e di piccoli paesi visitati. Erano per lo più le poche foto che scattavo io quando riuscivo a sottrarre la già allora vecchia Voigtlander Vitoret di papà. Si riconoscevano dal punto di vista insolito, più basso e per clamorosi mossi.

Fu mia mamma a distanza di alcuni anni da quel viaggio, a rivederle e complimentarsi con me per alcuni di quegli strani scatti. Ecco, per rispondere alla domanda, posso dire che quel giorno mi sono appassionato alla fotografia.

Hai un genere fotografico preferito?

Nonostante i vari corsi, i workshop, le decine di mostre fotografiche e tutte le esperienze legate al mondo della fotografia, ho sempre fatto fatica a rispondere (per primo a me stesso) quale fosse il mio genere preferito.

Risponderò quindi in modo vago e impreciso: mi piace fotografare le persone. Street? Ritratti? Mossi creativi? Moda? L’insieme di tutto questo è ciò che mi piace catturare. Amo lo storytelling.

Qual è la foto di cui sei più orgoglioso?

E’ questa, scattata a Ginevra alcuni anni fa

MarieLine, Ginevra

C’è stato un fotografo in particolare che ha influenzato il tuo stile?

Non credo di poter affermare che grandi fotografi possano avermi influenzato nello stile, o forse potrei rispondere che tutti quelli che ho ‘conosciuto’ tramite mostre e pubblicazioni mi abbiano lasciato qualcosa.

Certamente posso dirvi quali siano i fotografi che più mi piacciono per il loro stile:

Martin Parr, per l’ironia, per l’uso di colori e dei flash.

Alex Webb, per la sua capacità di cogliere gli attimi e risvegliare le emozioni.

Duane Michals, per le sue meravigliose sequenze.

In base alla tua esperienza, cosa consiglieresti di fare a chi ha deciso di avvicinarsi alla fotografia?

Seguire corsi. Non solo per il lato puramente tecnico, ma per vivere e condividere l’ambiente di chi ha la stessa passione.

Visitare mostre. Perché sono fonte di ispirazione.

Leggere libri di e su fotografi affermati. Perché arricchiscono culturalmente.

Dove possiamo vedere il tuo lavoro?

https://www.instagram.com/stelo2002/

Sito: in costruzione

 

Di seguito, una selezione dal suo portfolio

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